una famiglia fantasma [parte 1]

ghost family portrait la famiglia fantasmaProprio sul finire del giorno, al riparo nella sua stanza, il bambino vaga nel suo mondo immaginario dove il fuoco riduce il maligno in cenere e gli angeli volano al di sopra annunciando la fine di un incubo, come uno scrittore mette un punto all’ultima riga del suo libro più triste. Ma è solo immaginazione.
La realtà è tutt’altro e il bambino lo sa.
Niente può alleviare il dolore, niente può riparare la rottura; sente che qualcosa che gli appartiene si è spezzato, qualcosa di prezioso è stato falciato via.

 

Come padre, mi intimorisce la possibilità del principiare dell’aridità emotiva che col tempo sostituirà quel bambino.

 

Il bambino ha una famiglia, il bambino ha una madre, il bambino non è un orfano, il bambino ha un padre. Il padre ha delle cattive abitudini, ne ha per tutti i gusti. Crede di poter permettersi tutto in casa, perché tutto in casa gli appartiene e pensa di esserne certo, ma non sono certo che lui possa pensare.
Quell’uomo è senza dubbio un non-uomo, perché si nasconde. Nasconde un’anima torturata ed una testa vuota e indossare una croce è la cosa più cristiana che possa fare.

 

La madre è lì ma è come se non ci fosse. Si tiene le mani e ha la cattiva abitudine di guardare in basso tutto il tempo. Non siate feroci, lo sembra ma non è sordo-muta. È come se avesse avesse visto tutto ciò per così a lungo che alla fine è diventata cieca, come se avesse sentito versare tante di quelle lacrime da aver finito le sue.

 

È una famiglia fantasma e si comporta come tale sempre nei “momenti di famiglia“. Come un asino che finge di essere un cavallo, loro ci provano… in qualche modo.

 

Quando un uomo si ritrova con quella macchia nera nel cervello, ogni momento può essere quello buono per “allevare ed elogiare” un figlio difettoso… e il bambino lo sente, il bambino sente la tensione.

 

La tavola è pronta per il pranzo festivo, ma la festa non avrà luogo, per colpa del maiale…

 

Leggi “una famiglia fantasma [parte 2]”

 

Leggi il testo di “Pig’s Slumber”